Mauro Alberghini su “Lonesome Road”

“Sto ascoltando Lonesome Road e posso dire che Joe Valeriano si presenta ai suoi fans veramente ALLA GRANDE.
HARD TIMES e CYCLONE BLUES sono un vero …URAGANO Rock-Blues, FRANKIE AND JOHNNY e SAINT LOUIS BLUES mi ricordano quelle sonorità from Louisiana e i suoi riti voodoo.
Con il Title Track si ritorna alla ritmica Hard Rock Blues che ricarica le batterie.
Da qui in poi tocca a voi scoprire i segreti tra le note miscelate alla voce di Joe Valeriano”.

Recensione a cura di Stefano Tognoni per Il Popolo del Blues

Il suo recente Lonesome Road è composto da 10 tracce inedite nate in modo particolare, più una bonus track strumentale. Joe ha scovato in un mercatino un vecchio libro risalente agli anni ’60: “Antologia dei poeti neri d’America” di Leone Piccioni e Perla Cacciaguerra decidendo di creare, per alcune di esse, un “vestito” musicale adatto a trasporle in forma canzone. Joe è un chitarrista sanguigno e spartano, poco avvezzo alle alchimie tecniche delle ultime generazioni. La ricetta del suo sound e tanto semplice quanto efficace e ricca di feeling. Stratocaster, ampli valvolare, overdrive quanto basta, e soprattutto tanta anima.
Stefano Tognoni

Photo courtesy of Adriano Siberna
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Recensione a cura di Carlo Tonelato per Rockit

L’ultimo album di Joe Valeriano si potrebbe definire già un classico, un album in puro stile blues che non ha alcun tipo di macchia o contaminazione, pura e sola musica dell’anima malinconica, suonata egregiamente.
Esperienza al servizio del suono, il chitarrista milanese ancora una volta dimostra di poter interpretare col suo strumento tutte le possibili sfumature del genere, sale a bordo di un’auto da corsa degli anni ’50 e segue la strada a tavoletta smussando anche le curve più spigolose con una facilità notevole.
Carlo Tonelato

Photo courtesy of Matteo Ceschi
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Recensione a cura di Mario Bartilucci su #THELAB

Già dal primo ascolto ci porta nel mondo che più lo contraddistingue: il rock-blues classico di matrice hendrixiana e vaughaniana.
Joe rilegge appunto, tale lezione riproponendo comunque una sua verve, la stessa che si ritrova nella sua febbrile attività di concerti. Non è difficile infatti,trovare il chitarrista pugliese, nei principali locali di musica live ove si propone ancora la “musica del diavolo” senza mollare. Così come il nostro Joe, veterano della sei corde, non molla e non perde un colpo, in un’altra operazione discografica di tutto rispetto, che si fa ascoltare piacevolmente, come ogni disco di qualità.
Mario Bartilucci

Photo courtesy of Matteo Ceschi
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Gianni Zuretti su “Lonesome Road”

Un ritorno davvero felice per Joe Valeriano, uno dei bluesmen più autentici, capaci e sinceri del panorama italiano. A dispetto del titolo la strada non è solitaria per il nostro Molfettese, visto che da qualche decennio dispensa emozioni per il numeroso popolo del blues, lui che della musica del diavolo ha carpito i segreti più intimi, del resto Molfetta potrebbe affacciarsi benissimo sul golfo del Mexico, in fondo le Puglie sono una regione “molto blues”, rappresentano il Delta dello stivale che sfocia nel mediterraneo.
Gianni Zuretti

Photo courtesy of Matteo Ceschi
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Recensione a cura di Gianmario Ferrario per Mescalina.it

Oltre alla freschezza strumentale, a colpirci sono state le diverse ambientazioni liriche, che comprendono, tra gli ingredienti, quella saggezza narrativa che Joe ha adottato per il suo lavoro. Un atteggiamento molto folky, che aderisce benissimo ai vari strati sonori del disco. E una bella combo di emozioni: la testa va avanti indietro seguendo il ritmo, le orecchie ascoltano versi che sanno di mistero, di profondo, di mistico.
Gianmario Ferrario

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