Recensione a cura di Luca Trambusti per Music Review

Anche senza disturbare la coppia Mina/Cocciante si può tranquillamente asserire che il blues è sostanzialmente una “Questione di Feeling”. Questo ben lo sa il chitarrista Joe Valeriano, uno tra i migliori “seicordisti” in circolazione in ambito blues in Italia.

La sua nuova produzione discografica lo conferma e lo sottolinea. “Lonesome Blues”, come racconta lo stesso Valeriano, ha una genesi particolare che enfatizza proprio questa sua visceralità. “Quasi per caso ho trovato in un mercatino un vecchio libro anni ’60 “Antologia Dei Poeti Neri Degli Anni ’60” di Leone Piccioni e Perla Cacciaguerra. Ho pensato – prosegue – che potevo provare a dare nuova vita ad alcuni di quei testi. Ho iniziato a lavorarci selezionando le liriche più interessanti per dar loro nuova veste e riportare in vita personaggi ormai da tempo perduti ed aggiungendo tutto il mio percorso e bagaglio musicale. Il disco – conclude – è la somma di questo. Sono storie d’amore, tradimenti, discriminazione, sofferenza, solitudine ma anche di gioia e libertà fuse con le mie passioni musicali”

Dunque un’operazione che va al cuore del blues, di quello che questo genere musicale rappresenta, con la complicità dell’emotività e l’empatia che Valeriano trasmette con il suo stile e sopratutto con il suo tocco chitarristico. Il “calore” che arriva sia dagli shuffle più bollenti, come dalle ballate più intime e minimaliste è generato dalla capacità chitarristiche di Joe che sa far vibrare le corde in modi e tempi unici e molto personali, è appunto una….. questione di feeling. “Lonesome Blues” è dunque un sincero e appassionato tributo alla musica blues laddove questa s’incrocia con rock ed ai suoi grandi interpreti. Stevie Ray Vaughan e Jimi Hendrix sono lì appostati dietro l’angolo ed il chitarrista nostrano suona di fronte al loro santino. Sono influenze, non copie pedisseque di uno stile di cui peraltro l’originale è inarrivabile.
Un buon disco con qualche pecca artistica nel cantato e “tecnica” nel mixaggio. Ma tutto è abbondantemente perdonato.

Note tecniche per gli appassionati. Joe ha usato: Stratocaster del ’73 con ampli Lab 9 della Gibson Moog (il suo preferito) Voto: 8,5

Recensione a cura di Luca Trambusti – Music Review

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